Dermatillomania: Cos’è e come si cura? Consigli per smettere

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Dermatillomania: Cos’è e come si cura? Consigli per smettere

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La dermatillomania è un disturbo che può essere anche molto invalidante e che affligge, secondo le stime, tra l’1 e il 2% della popolazione mondiale. Di queste persone, 3 su 4 sono donne. In assoluto è un numero significativo, eppure ancora oggi questa condizione è assai poco conosciuta, addirittura ignorata persino da chi ne è affetta.

Viste le premesse parleremo al femminile, ma se ci leggi e sei un uomo, rimani su questa pagina: le informazioni sono universali. Se sei qui è perché vuoi saperne di più, magari sospetti di soffrirne e hai tanti interrogativi, oppure semplicemente ne hai sentito parlare e vuoi capire meglio di cosa si tratta.

In questo approfondimento parliamo di cos’è la dermatillomania e soprattutto di come si cura. Con tanti consigli che vanno a toccare ogni ambito di un problema subdolo e variegato, che ha a che vedere con la pelle ma anche e soprattutto con la psiche. Partiamo dalla parola di base: dermatillomania cosa vuol dire?

  • Derma indica la pelle;
  • Tillo significa toccare/strappare;
  • Mania allude a un comportamento ossessivo, inarrestabile.

Cos’è la dermatillomania

Chi ha la dermatillomania spende molto tempo a toccarsi la pelletormentandola con azioni volte indirettamente a danneggiarla: grattarsi crosticine, strapparsi pellicineschiacciarsi acne, brufoli e punti neri, spremersi pori, grattarsi via la pelle secca, mordersi e tirarsi la pelle delle labbra, strapparsi peletti, cuticole, palparsi cicatrici, tirarsi la pelle dei calli e via dicendo.

Ci si può accanire anche contro le gengive, l’interno delle guance (con l’aiuto dei denti), il palato, e persino su pelle assolutamente sana. A volte la cosa riguarda tutto il corpo, ma generalmente ci si concentra su una o più zone dominanti, solitamente il viso ma anche manibracciaschiena e gambe.

Il risultato? La pelle ne esce in uno stato molto peggiore di quando si è iniziata la sessione di escoriazione. Può arrivare persino a sanguinare. Ma non appena il corpo lavora per rimediare, e inizia a formare una nuova crosticina per guarire, il dermatillomane la strappa via di nuovo. E così all’infinito.

La sua pelle ha dunque un aspetto perennemente rovinato e malato, con rischi anche seri: infezioni e, in certi casi limite, ulcere e persino setticemia. Appare dunque fondamentale capire cosa c’è dietro a tutto questo per poter tentare di risolverlo.

Come si definisce la dermatillomania

Perché la dermatillomania? Queste azioni non sono del tutto volontarie, spieghiamoci meglio. Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (ovvero il famoso DSM-5, la guida di riferimento degli psichiatri e psicologi di tutto il mondo) la dermatillomania si chiama, nella versione originale inglese, Excoriation (skin picking) disorder.

Cioè disturbo da escoriazione (strappamento della pelle). È inserito nella categoria dei disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo, e questo ci dice molto per comprenderla. La dermatillomania infatti, proprio come altri disturbi ossessivo-compulsivi (come lavarsi le mani in continuazione o compiere altri rituali precisi) è un impulso irrefrenabile che non può essere controllato dalla volontà.

Non basta voler smettere, o dire a qualcuno che ne soffre di non grattarsi le croste. Altrimenti sarebbe troppo facile! Andiamo ora a vedere le caratteristiche complete della condizione. È importante conoscerle tutte, prima di passare a parlare di rimedi.

Segni e sintomi della dermatillomania

Questi sono generalmente i criteri di diagnosi della dermatillomania:

  • Grattare e rimuovere croste e altre imperfezioni cutanee nel tentativo – vano – di rendere la pelle perfettamente liscia, alla vista ma anche e soprattutto al tatto;
  • Lesioni visibili come risultato, con rischi per la salute;
  • Desiderio e tentativi di smettere, non andati a buon fine;
  • Grattarsi in risposta all’ansia o a una compulsione (bisogno ineludibile);
  • Conseguente frustrazione e disagio psicologico, con frequente modificazione del comportamento sociale (evitamento di situazioni in cui ci si mostra a maniche corte, in costume, nell’intimità, ecc.);
  • Talvolta, presenza di automatismo e de-realizzazione mentre si attua il comportamento: cioè non ce ne si accorge nemmeno.

Questi punti ci dicono altre cose importanti. C’è un’intrinseca ricerca di perfezione nella dermatillomania: ogni piccola irregolarità cutanea deve essere rimossa. Questo però non nasce da motivi estetico-cosmetici come invece nel disturbo da dismorfismo corporeo (in cui ci si vede diversi e si ingigantiscono i difetti fisici, volendoli eliminare anche dove non ci sono realmente).

DermatilloMania: le zone dove colpisce - di Soluzione.online
La dermatillomania può colpire diverse aree del corpo

Nella dermatillomania, l’intento vero e primario non è il migliorare l’aspetto della pelle con un maldestro tentativo di beauty routine, ma sta nell’atto stesso di rimuovere l’imperfezione, per trarre piacere da questa azione. In pratica, togliere le crosticine e tutte le azioni simili servono per alleviare una tensione psico-emotiva.

Con queste azioni si riceve un senso di gratificazione e appagamento, arrivando a calmarsi e a ottenere una sensazione di piacere mentale. Quando si prova a trattenersi dal comportamento di escoriazione, o se per qualche motivo non si riesce ad attuarlo, si arriva a provare un’ansia anche molto forte, un disagio diffuso che non si sa come placare.

Rituali segreti e di disagio

Alcune persone arrivano a tormentarsi la pelle non solo con le mani, ma anche con strumenti quali pinzette, o persino forbicine o aghi. Le sessioni possono durare a lungo. Una persona con dermatillomania può arrivare a passare diverse ore al giorno – frazionate oppure in lunghe sedute uniche – davanti allo specchio a osservarsi, studiandosi la pelle in ogni minimo dettaglio.

Il che è invalidante anche di per sé, visto il tempo che richiede. Qualcuno poi compie addirittura rituali legati al togliere croste e pellicine: le osserva, le annusa, le inghiotte o le colleziona. A volte si è tentati di agire anche su altre persone: si sbirciano le loro croste e pellicine quasi con lussuria, con un segreto desiderio di intervenire su di esse e asportarle.

Dermatillomania - rituale segreto - di Soluzione.online
La dermatillomania è difficilissima da controllare – un impulso che diventa anche rituale segreto

Tutti questi elementi naturalmente sono fonte di grande vergogna per chi soffre di tale condizione. Di solito nessun altro ne è al corrente, nemmeno la famiglia con cui si vive (ci si chiude in bagno o in camera a escoriarsi). Altre volte chi convive con il dermatillomane ne è informato ma non sa come reagire, colpevolizzando il soggetto. Che quindi sviluppa ancora più ansia, e precipita ulteriormente nel problema.

Se soffri di dermatillomania, come vedi, non sei sola. Uscirne è certamente possibile, ma lo ammettiamo, è piuttosto difficile senza gli strumenti adatti. Conoscere approfonditamente il funzionamento del disturbo aiuta sicuramente.

Una giornata con la dermatillomania: ecco come si vive

Immagina di svegliarti al mattino e di buttarti sotto la doccia. Ti lavi il viso sotto l’acqua, la pelle ti brucia in vari punti. Asciugandoti ti guardi allo specchio: la faccia è arrossata, le croste da dermatillomania sono più evidenti. Le esamini per vedere se sono migliorate rispetto alla sera prima. Non lo sono, tranne poche.

Hai un paio di brufoletti nuovi: li spremi. Poi guardi più da vicino, studi l’aspetto dei pori. Li fissi a lungo, quasi ti incanti come in trance. Cerchi di schiacciarne alcuni, benché senza risultati. Alla fine non resisti più e inizi a togliere aggressivamente le croste in evidenza, che con la loro ruvidezza ti disturbano.

Ecco, ora è tutto perfettamente liscio, senti un appagamento positivo. In un paio di punti sanguini, ma non puoi farci niente. Tamponi. Devi sbrigarti ad uscire, ma non puoi certo mostrarti così: devi truccarti e sembrare normale. Ti metti crema, fondotinta, cipria. Sul mento però viene fuori un cratere crostificato troppo grosso: con il fondotinta hai creato un grumo inestetico che non puoi proprio far vedere in giro.

Allora metti un cerotto, poi ti vesti ed esci. Alla fermata del bus ti annoi, temi di arrivare in ritardo. Ti tocchi la faccia automaticamente, ti piace farlo. Senti un rilievo, ti gratti la crosticina e la butti a terra. La signora seduta accanto a te ti guarda turbata e si scansa, facendo finta di niente. Arrivi al lavoro e ti chiedono: “Cos’hai fatto al mento?”.

Menti dicendo che una puntura di insetto ti ha fatto male, o che hai sbattuto e hai un graffio. E meno male che è inverno e sei ben coperta, altrimenti come potresti giustificare le braccia e le gambe piene di segni? Qualcuno prima o poi potrebbe pensare che hai una malattia infettiva, o che fai uso di sostanze stupefacenti.

Uscendo da lavoro ti invitano per un aperitivo, ma presa alla sprovvista rifiuti: senti che la tua faccia non è presentabile, meglio evitare. Non vedi l’ora di tornare a casa a grattarti. Rincasata, ti guardi: a furia di toccarti il viso durante il giorno il trucco si è sbavato, dunque tutti ti hanno vista con quelle imperfezioni.

Arriva la vergogna. Ti strucchi. La tua pelle è un disastro. Sale la frustrazione. Devi assolutamente perfezionare quelle croste e pellicine in evidenza, non puoi proprio lasciarle stare così. Impossibile. Ti avvicini allo specchio. Ricominci. Questo è solo un esempio di come vive una persona affetta da dermatillomania, ma ognuna ha la sua storia.

Come smettere lo skin picking: consigli cosmetici

Uscire dalla dermatillomania passa per un’ampia presa di consapevolezza del disturbo. Sebbene questo abbia origine nella psiche (più avanti approfondiamo, parlando anche di terapie), è innegabile il legame primario con la pelle.

L’organo più esteso del nostro corpo, il primo a formarsi quando siamo ancora nel grembo materno. Un organo che spesso esprime le nostre emozioni, che a volte parla per noi quando ci mancano le parole e persino i concetti. Nella dermatillomania, la pelle urla per segnalare una tensione che la persona non sa come altro incanalare.

Ecco perché con la dermatillomania è fondamentale prendersi cura della pelle con una skincare ancora più attenta di quella di chi non ha problemi dermatologici: se non si riesce ancora a evitare di escoriarsi, bisogna almeno far sì che la pelle sia sempre nutritaammorbidita, per limitare i danni. Vediamo come.

Cura del viso

Il viso spesso è il primo biglietto da visita della dermatillomania. Ci sono tante cose che puoi fare per dargli sollievo tra una grattata e l’altra, anche per minimizzare i rischi.

  • Crema idratante giorno

Ammorbidisce la secchezza ed evita il formarsi di pellicine. Scegli sempre una crema adatta al tuo tipo di pelle: la pelle secca dovrà soprattutto proteggersi dal rischio di croste e desquamazioni, mentre la pelle grassa dal rischio di infiammazioni che portano ad acne e brufoli.

  • Olio di cocco

Non è molto pubblicizzato dalla cosmesi perché costa molto poco e lo si può usare in mille modi, ma è un portento per aiutare le crosticine a guarire, e in generale ad ammorbidire la pelle in maniera del tutto naturale, senza appesantire.

Dermatillomania - rimedio olio di cocco
L’olio di cocco può essere di grande aiuto contro la dermatillomania

Spalmalo la notte prima di dormire, anche solo sulle zone sofferenti, e vedrai i miglioramenti al mattino. Inoltre, essendo unto, una volta applicato ti scoraggia dal toccarti. Di contro, proprio perché lascia la pelle oleosa è un rimedio soltanto casalingo.

Invece di spremere i punti neri con le mani, perdendo un sacco di tempo e invitando i batteri a proliferare sulla tua pelle, applicati i cerotti specifici su naso, fronte, guance e mento. Così nel frattempo non ti tocchi, e sostituisci la gestualità del grattare con quella – più ludica e senza rischi – dell’applicare e strappare il cerotto. E la pelle ne esce purificata, senza che ci sia più nulla da spremere.

  • Cerotti per brufoli

Discorso simile: ogni brufolo è potenzialmente un grosso rischio per il dermatillomane. Appena ne senti spuntare uno, coprilo con il cerotto per brufoli e lascialo agire. Se necessario sostituiscilo fino al completo assorbimento del brufolo. Meglio un discreto cerottino che un grosso cratere a vista, giusto?

  • Maschera/scrub al miele

Lo scrub è un’arma a doppio taglio per chi ha la dermatillomania. Se da un lato c’è particolare bisogno di stimolare il rinnovamento cellulare e portar via le cellule morte, dall’altro un prodotto troppo aggressivo impedisce alla pelle di guarire. Come risolvere il paradosso? Evita gli scrub meccanici come quelli con micro-granuli, e punta su peeling chimici e delicati.

In commercio ce ne sono tantissimi. Se vuoi qualche impacco naturale ti basta fare una maschera al miele una volta a settimana, da lasciare in posa 10-15 minuti, risciacquando lentamente con acqua tiepida. Il miele è un umettante naturale e aiuta la pelle a reidratarsi, senza il corredo collaterale di conservanti o altre sostanze sintetiche.

  • Trucco

Probabilmente avrai bisogno di un fondotinta ad alta coprenza per mascherare le imperfezioni cromatiche, ma è essenziale valutarne gli ingredienti. Il fondotinta bio qui è l’ideale, anche se magari non aderisci per forza a questa filosofia di vita. Il prodotto, pur ben pigmentato, deve risultare leggero e non occlusivo, il più possibile di origine naturale.

Sconsigliato il primer viso perché, se è vero che ottimizza ancora di più la grana e volendo anche il cromatismo della pelle, è a base siliconata che non lascia respirare, e secca ancora di più. Su una pelle normale va bene, su una sofferente no.

Cipria: la cipria, come la maggior parte dei prodotti in polvere, tende a seccare la pelle. Quindi se ti occorre usala, ma con moderazione. E ovviamente che sia di qualità, mai da negozi di articoli economici di provenienza sconosciuta. Rispetta sempre la PAO, ossia il massimo di mesi entro cui il prodotto può essere usato, dopodiché sostituiscilo.

  • Strumenti per il make-up

Per spalmare e distribuire al meglio i tuoi prodotti da viso, è fondamentale usare strumenti appositi e soprattutto sempre perfettamente pulitiPennelli e spugnette dovranno essere lavati dopo ogni uso e riposti al riparo dalla polvere e dalle contaminazioni. Altrimenti il rischio infezioni è dietro l’angolo.

  • Detersione

Se già lo si raccomanda a chi ha una pelle sana, una persona con dermatillomania non può prescindere da un giusto struccaggio e detersione, al mattino e alla sera. Usa un latte detergente e/o un’acqua micellare per rimuovere il trucco fino ai minimi residui, e poi applicati un tonico che vada ad astringere i pori.

Tutto questo sempre picchettando delicatamente con un dischetto di cotone, senza sfregare. Se però senti che tale soluzione tira troppo la pelle, significa che la tua è particolarmente secca. In questo caso usa uno struccante oleoso invece del latte detergente. L’olio di cocco già citato si può usare anche per struccare, porta via ogni traccia di make-up e al contempo nutre la pelle in profondità.

  • Acqua spray

Utilissima per la dermatillomania, soprattutto in estate o quando si è struccate, è l’acqua spray. Si tratta di un prodotto da nebulizzare sul viso (se invece di acqua normale è acqua termale, ricca di sali minerali, ancora meglio, benché possa costare qualche euro in più).

Spesso è arricchita da estratti naturali lenitivi e rinfrescanti come il succo di aloe vera. Va a idratare e a decongestionare senza nemmeno bisogno di contatto con le tue mani, perché si spruzza e si lascia assorbire dalla cute. Quindi minimizza la voglia di grattarsi. Consigliatissima.

  • Prodotti antiacne

L’adolescenza è spesso il momento in cui la dermatillomania compare per la prima volta. Un’età in cui le imperfezioni cutanee sono già di per sé massimamente evidenti! È importantissimo disincentivare il comportamento di escoriazione, che può nascere proprio dall’osservazione giovanile ripetuta dei brufoli e dal tentativo di farli sparire a mani nude.

Tentativi che poi diventano abitudini, molto difficili da sradicare. Per questo, dei prodotti topici antiacne non possono che aiutare a sfiammare e a tenere sotto controllo gli sfoghi di questi tipo.

Cura delle labbra

Le labbra di chi soffre di dermatillomania sono spesso tutt’altro che perfette. Squamate, morsicate, con evidenti discromie date anche da sanguinamenti. Serve allora prima di tutto un buon burro cacao sempre a portata di mano, da usare anche per ridurre lo stimolo a strappare. Non appena questo viene avvertito, in risposta si passa il burro cacao per evitare di agire con le mani.

Rossetto contro la dermatillomania - di soluzione.online
Anche il rossetto può essere un valido aiuto

Se si vuole usare un rossetto, va scelto a lunga durata e dalla consistenza il più possibile idratante. Rossetti di cattiva qualità o troppo seccanti (lo sono soprattutto quelli a effetto matte, ma non sempre) a fine giornata lasciano le labbra secche e disidratate.

La neurocosmesi per curare la dermatillomania?

Neurocosmesi è una parola ancora molto nuova che non tutti conoscono. Si tratta della nuova frontiera della cosmetica sulla quale sempre più ricerche vengono effettuate, e i primi prodotti sono già sul mercato. La neurocosmesi parte da un presupposto: riconoscere lo stretto legame tra la pelle e le terminazioni che la collegano al sistema nervoso.

Tradotto in prodotti di bellezza ciò significa che è possibile arricchire le preparazioni con ingredienti in grado di agire in maniera più o meno immediata e diretta sul sistema nervoso, influenzandolo in maniera positiva. Come? Ad esempio tramite la stimolazione al rilascio di alcuni neurotrasmettitori, responsabili del buonumore e della lotta allo stress.

Il discorso è complesso ma cerchiamo di semplificarlo il più possibile. La neurocosmesi mira non soltanto a truccare e ad abbellire corpo e viso, ma anche ad apportare un beneficio profondo e un benessere a tutto tondo all’organismo umano.

Si propone di riuscirci tramite principi attivi veicolati attraverso la pelle che agiscano in modi innovativi anche sul cervello. Una volta identificate le sostanze che aiutano a inibire il comportamento di escoriazione, ad esempio, potrebbe risultare possibile aiutare il cervello a rilasciarne una maggiore quantità.

Il discorso sulla neurocosmesi, per quanto riguarda in particolare il disturbo della dermatillomania, è ancora tutto in divenire, ma quest’area è decisamente promettente. Vale la pena appuntarsi questa parola in attesa di nuovi sviluppi della ricerca.

Cura del corpo

Qui il discorso è simile a quello fatto per il viso, ma ci sono importanti aggiunte da fare. A partire dalla questione dell’epilazione, che può essere una grande nemica della dermatillomania.

  • Epilazione

Alcune tecniche di rimozione dei peli sono assai pericolose: cerette o epilatori elettrici possono notoriamente essere causa di follicolite. Succede cioè che alcuni follicoli piliferi, che contengono la radice dei peli nonché le ghiandole sebacee, in seguito all’epilazione si irritino e si mettano a produrre una quantità eccessiva di sebo.

Il follicolo si occlude e il sebo di troppo, insieme al pelo che nel frattempo ricresce, non riesce più a trovare uno sbocco in superficie. Allora dà luogo a un’infiammazione con rigonfiamento e arrossamento. Al che, il dermatillomane non vede l’ora di stuzzicare e spremere tale accumulo per ricavare piacere, ma infiammando ancora di più la zona.

Non è infrequente vedere persone con le gambe piene di puntini rossi e crosticine: potrebbe essere proprio per questo motivo. In tal caso la soluzione è cambiare metodo di epilazione. Invece di estirpare il pelo, meglio il tradizionale rasoio, le creme depilatorie o l’epilazione a luce pulsata.

Quest’ultima, specialmente, sebbene rappresenti un investimento un po’ più costoso anche per un apparecchio domestico, di certo è una soluzione validissima. Con la luce pulsata (ma anche con il laser, ancora più duraturo) i peli ricrescono molto meno, più deboli, diminuiscono quindi notevolmente le occasioni di peli incarniti e i motivi per grattarsi.

In pratica si distoglie l’attenzione dalla zona, e più a lungo! Questo vale per gambe e braccia ma anche per zone che rimangono più nascoste come il ventre e l’inguine, dove i peli crescono più spessi e il rischio di problemi aumenta.

  • Creme per cicatrici

Nel caso di segni particolarmente evidenti che permangono dopo la scomparsa di una crosta, è anche possibile intervenire con le migliori creme per cicatrici. Sul mercato ce ne sono diverse, anche in ragione dei tipi di cicatrici che non sono tutte uguali, perciò sarebbe bene chiedere consiglio a un farmacista.

O, meglio ancora, a un dermatologo. Tali creme vanno applicate regolarmente per un periodo piuttosto lungo, ma possono davvero aiutare a minimizzare al meglio gli inestetismi. Purché nel frattempo non si torni a insistere grattando quello stesso punto.

  • Idratazione e detersione

L’uso di creme e burri corpo idratanti è fondamentale, sempre facendo attenzione che non contengano sostanze come i siliconi a effetto filmogeno. Questi, nonostante un’apparente azione emolliente, in realtà occludono i pori, seccano e disidratano.

La follicolite può esserne incoraggiata. Il burro di karité invece è un fantastico ammorbidente naturale che si può trovare da solo o in formule arricchite (con vitamine, oli essenziali, fragranze e altri emollienti), oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Lozione corpo contro DermatilloMania
Utilizzare una buona lozione corpo può aiutare a ridurre l’impulso

Per motivi analoghi, sotto la doccia sono da abbandonare i prodotti troppo schiumogeni. Contengono tensioattivi che risultano più irritanti, benché spesso non ce ne si accorga nemmeno. Ciò vale anche per il lavaggio del viso.

Cura di mani e unghie

Per quanto riguarda le mani dobbiamo parlare soprattutto di unghie e di pellicine. Riguardo al come tenere le unghie con la dermatillomania, ti diamo una notizia buona e una cattiva. Quella cattiva è che la soluzione numero uno per chiunque soffra di disturbo da escoriazione è quella di tagliare le unghie il più corte possibile.

Così diminuisce molto la capacità di grattare, e spesso si finisce con il lasciar perdere. Addio manicure, dunque? Non per forza. La buona notizia infatti è che c’è un’alternativa al tagliare le unghie cortissime: è quella totalmente opposta. Cioè portarle molto lunghe! Unghie con smalto gel o ricostruite, o addirittura unghie finte, rendono quasi altrettanto difficile usarle per grattarsi e strapparsi. Provare per credere.

Dermatillomania - cura delle mani
Le mani sono una delle parti del corpo più colpite

Quanto alle pellicine, per scongiurare il rischio di attaccarle (persino con i denti) e di far sanguinare le dita, andrebbero tenute sempre sotto controllo e sistemate con il tronchesino. Infine una buona crema mani è essenziale per evitare proprio che si formino, specialmente nei mesi freddi.

Altri consigli per scoraggiare la dermatillomania

I consigli non finiscono qui, ci sono tante altre buone abitudini che chi soffre di dermatillomania mette in pratica per allontanare il più possibile le opportunità di farsi del male. Infatti lo skin picking si può considerare come un vero e proprio stile di vita disfunzionale e dannoso, sul quale serve intervenire con correzioni di vario tipo.

In casa e addosso

Innanzitutto, togliendo gli specchi dalle stanze di casa. Certo, probabilmente almeno uno andrà mantenuto, ma a chi ha questo disturbo spesso basta incontrarne uno per avvicinarglisi e iniziare a studiarsi in maniera rischiosa. Un fattore che va dunque minimizzato.

Anche strumenti come pinzetteferretti levacomedoni o aghi cosmetici non vanno tenuti sotto mano ma ben riposti, affinché siano accessibili il meno immediatamente possibile. Per alcune persone è di aiuto indossare braccialetti metallici, perché il loro continuo tintinnare è uno stimolo appagante per la psiche. Che quindi sente meno il bisogno di rovinarsi la pelle.

Anche i tatuaggi temporanei per qualcuno sono una buona idea: l’area tatuata è più scura, dà meno adito a ispezioni morbose, e c’è particolare coscienza di non doverla danneggiare. Per quanto riguarda l’abbigliamento, vestirsi con tessuti il più possibile naturali e poco sintetici, non troppo aderenti in modo che la pelle possa respirare, è sempre di aiuto.

Meglio ancora se hanno maniche lunghe, così la pelle rimane meno in evidenza. Esistono persino dei guanti appositi per la dermatillomania, ricamati con piccoli elementi di chincaglieria dal sopraccitato effetto tintinnante e gradevole. Infine c’è persino chi, per non grattarsi, applica dei cerotti sulle dita dominanti, a mo’ di barriera di emergenza.

Imparare a gestire lo stress

Abbiamo accennato che lo stress, in una forma o nell’altra, può essere tra i principali elementi scatenanti della dermatillomania, come accade per gli altri disturbi di tipo ossessivo-compulsivo. Si parla di difficoltà di coping, cioè di scarsa abilità nel gestire lo stress, che si finisce per convogliare in maniera maladattiva.

Stress e dermatillomania - la correlazione c'è
La gestione dello stress? Aiuta contro la dermatillomania

Sappiamo che è più facile a dirsi che a farsi, ma riuscire a rimuovere dalla propria vita quanti più fattori agitanti è un’ottima arma per guarire. Concedersi momenti di relax, potendo anche terapie o sedute apposite di rilassamento, naturalmente aiuta, così come ritagliarsi momenti per praticare la meditazione o la mindfulness. Queste sono famose per calmare e decongestionare la psiche.

Anche perché spesso sono proprio affaticamento mentale, nervosismi e stanchezza a far spuntare foruncoli e brufoletti, da cui il circolo vizioso. In piccolo, anche il semplice atto di tenere sempre con sé qualche oggettino antistress su cui sfogarsi, oppure ninnoli e monili di bigiotteria con cui giocherellare, contribuisce a ridurre lo stimolo ad aggredire la pelle. Ci avviciniamo ora al nucleo del problema.

Perché viene la dermatillomania: le cause profonde

Abbiamo parlato di stress, ansia, tensione e compulsioni. Ma basta questo a spiegare davvero perché ad alcune persone viene la dermatillomania? In ballo, come spesso accade, ci sono anche fattori ereditari (predisposizione genetica), neurologici ed emotivi.

Come accennato, chi si gratta così non cerca di correggere il proprio aspetto fisico (togliere imperfezioni), anzi, la persona sa bene che si causerà un danno. Solo che non riesce a fermarsi. Questo ha a che vedere con una difficoltà nella regolazione delle emozioni.

Talvolta è questione di rabbia inespressa, in altri casi la persona vive qualche altro tipo di sofferenza psicologica senza nemmeno esserne troppo cosciente. Può essere un problema relazionale, un conflitto irrisolto da tempo, una dinamica disfunzionale che fa soffrire, o altro.

Ecco allora che la pratica dello skin picking diventa un meccanismo di coping, ossia una tecnica per far fronte a emozioni negative latenti. Ci si sfoga sulla pelle. Grattarsi, arrivando anche a provare dolore ma senza esserne troppo disturbati, diviene allora un mezzo per ottenere due cose.

  • Regolarizzare le emozioni: dopo una sessione allo specchio, le tensioni inconsce (ansie, paure, ma anche noia), sono state sfogate e ci si sente più tranquilli e calmi, in pace;
  • Ottenere un piacere, una gratificazione. In termini psicologici, una ricompensa. Il problema sta proprio qui: la sensazione positiva ricavata agisce come un rinforzo. La psiche apprende il concetto – dannoso – che grattarsi è bello perché gratifica, perciò la mente ne avrà sempre più bisogno. Ecco perché è difficile venirne fuori.

Per questo motivo, la dermatillomania è anche associata ad altri comportamenti impulsivi come l’abuso di sostanze tossiche o il gioco d’azzardo. Per tale aspetto infatti i meccanismi alla radice si assomigliano. Sorelle della dermatillomania, del tutto simili a lei, sono invece (tra le altre) la tricotillomania e l’onicofagia.

Il primo disturbo consiste nello strapparsi ripetutamente i capelli, il secondo nell’infierire sulle unghie. Le dinamiche qui sono esattamente le stesse, e infatti è possibile soffrire di tali condizioni anche in maniera combinata.

Ad esempio, il grattarsi ripetutamente il cuoio capelluto fino a lesionarselo, facendo anche cadere alcuni capelli, può rappresentare una forma a metà strada tra l’escoriazione dei capelli e della pelle. Adesso, prima di parlare di cure – perché ci sono e funzionano, da abbinare agli accorgimenti cosmetici – vogliamo chiarire ancora un ultimo punto che può causare non poca sofferenza in chi vive la dermatillomania.

Dermatillomania: un malinteso e uno stigma

La dermatillomania è un disturbo che è stato per così dire ufficializzato solo di recente. Il manuale DSM-5 citato più in alto infatti è del 2013, ed è qui che la incontriamo la prima volta. Nelle versioni precedenti del manuale, la dermatillomania non compariva ancora. Ma per poter curare qualcosa, è fondamentale darle un nome.

Riconoscere e validare l’esistenza di un qualsivoglia sintomo è tra i pilastri di ogni terapia. Se un disturbo è assente dai manuali, non significa che non esiste, ma che è ancora confuso con altro. Magari perché le persone se ne vergognano ed esitano a rivolgersi a medici specialisti, o magari perché non c’è interesse scientifico.

Dermatillomania labbra - segni evidenti
I segni della dermatillomania sono evidenti – e questo aumenta lo stigma

O forse perché, proprio per queste ragioni, le persone ignorano del tutto che ciò che stanno vivendo ha schemi ben precisiè condivisosi può curare. Ma i tempi cambiano e finalmente anche la dermatillomania sta iniziando a ricevere l’attenzione che merita.

C’è però ancora un fattore lamentato da molti dermatillomani (spesso riuniti in gruppi su Facebook o altri social, per confrontarsi e darsi sostegno reciproco). Il fatto che la condizione sia definita disturbo da escoriazione, secondo alcuni, mette ancora l’accento sull’aspetto dell’autolesionismo.

La dermatillomania non è amore per la sofferenza

Si rischierebbe cioè di dare adito a un malintesoil dermatillomane è interessato a farsi del male. Un po’ come chi si taglia con le lamette o si auto-mutila in vari modi (condizioni che nascono anch’esse da disagi, ma di diverso tipo). In realtà non è così: il dolore fisico dato dai grattamenti è un aspetto solo collaterale per il dermatillomane.

È tollerato, ma non è appositamente ricercato. Non è affatto quello il fulcro della pratica. Tanto è vero che se per molte persone l’escoriazione avviene volontariamente, in tanti altri casi – anche complementari – succede in modo del tutto automatico.

Non ci si accorge nemmeno di grattarsi, si passa la giornata con la mano sul viso o in certi punti del corpo e si torturano brufoli e altre irregolarità in maniera del tutto automatica e inconscia. Per il dermatillomane quindi è importante non essere identificato come colui che ama farsi del male. Non vuole quello stigma, quell’aggiuntiva condanna sociale che ne deriva.

Per questo invece ha molto successo la definizione inglese di BFRB (body-focused repetitive behavior). Significa comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo e si applica alla dermatillomania così come ad altri disturbi simili (tricotillomania ecc.). Un’espressione più neutra che, secondo alcuni, rende bene l’idea, senza mettere troppo l’accento sull’aspetto autolesionistico.

Perché è importante specificare tutto questo? Perché senza un’identificazione accurata del fenomeno non si può arrivare alla giusta terapia, che deve essere mirata. Ecco dunque come si cura, oggi, la dermatillomania.

Come si cura la dermatillomania in medicina e psicologia

Le terapie per trattare la dermatillomania oggi sono di diversi tipi. Partiamo da quella che sembra avere più successo di tutte, e dunque la più praticata.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale, a differenza di altre che indagano il passato problematico della persona, si propone di agire nel presente e nel futuro. Vuole cioè aiutare a identificare i momenti in cui viene messo in atto il comportamento disfunzionale (l’escoriazione) affinché chi lo attua impari a prevenirlo.

Si lavora quindi sulla consapevolezza di sé e delle proprie emozioni, in particolare su schemi di azioni ripetitive da scoprire e disinnescare. Ad esempio, in quali situazioni ci si gratta? Per noia? Per rabbia? Per tristezza? Questa tecnica terapeutica prevede dunque di imparare a monitorarsi per riconoscere subito ed evitare i cosiddetti trigger (le emozioni negative o i fattori esterni che fanno scattare l’impulso).

Dopodiché si insegna al paziente a trovare comportamenti alternativi (risposte competitive), che possono essere mantenuti per uno o due minuti anche in pubblico senza dare troppo nell’occhio, finché l’impulso non diminuisce e possibilmente scompare.

Per esempio si suggerisce di stringere un antistress, assumere una certa posizione e via dicendo. Se possibile è previsto anche il supporto di una persona cara, da coinvolgere per assistere il paziente nella consapevolezza, nell’identificazione dei trigger e nell’incoraggiamento. Senza mai colpevolizzarlo, si intende.

Terapia psicoanalitica e cambio di setting

La terapia psicoanalitica funziona in maniera molto diversa, ma per qualcuno è altrettanto utile. Si va a scavare nel passato del paziente per riuscire a identificare dei conflitti irrisolti o dei nessi problematici da sciogliere. Si intende scoprire: quando si è originato il comportamento di escoriazione? Perché? Cos’altro succedeva in quel momento? Come ci si sentiva?

In altre parole, quali sono le emozioni in gioco nello skin picking, a cosa risalgono, e come è possibile risolverle? E così via. Lo svantaggio? Questa terapia di solito richiede più tempo e di conseguenza è più costosa. Inoltre a volte non è sufficiente la comprensione di un problema profondo, ma è necessario agire per risolverlo.

Terapia con specialista Dermatillomnaia - psichiatra e psicologo
La terapia può aiutare a risolvere il problema

E questo non sempre risulta possibile (perché magari coinvolge rapporti con altre persone, e via dicendo). Il termine ricercato in questo caso è cambio di setting, e indica il tentativo di modificare attivamente una situazione, una dinamica o un rapporto che fanno soffrire.

Terapia farmacologica

Ad oggi non esistono farmaci che curano esclusivamente, direttamente e definitivamente la dermatillomania, ma l’argomento è stato naturalmente indagato e lo è tuttora. Si ritiene che alcune categorie di antidepressivi, come gli SSRI (inibitori della ricaptazione della serotonina) possano alleviare la condizione.

Questo anche in ragione della tendenza della dermatillomania a presentarsi, con una certa frequenza, insieme a disturbi dell’umore quali ansia e depressione. Anche l’uso della sostanza N-Acetilcisteina ha mostrato risultati nei primi studi, ma sono necessarie altre conferme. Infine anche gli integratori alla serotonina possano essere d’aiuto.

Trattamenti dermatologici

Per un problema che si manifesta a livello cutaneo, impossibile non menzionare la figura del dermatologo. Al di là dei consigli cosmetici sopra elencati, nonché delle terapie medico-psicologiche, infatti, un consulto con un esperto di pelle non può che aiutare.

Si scoprirà se ci sono prodotti particolari da usare in maniera personalizzata, per contrastare in maniera ancora più efficace le escoriazioni. Più che di trattamenti dovremmo quindi parlare di rimedi, poiché nessun intervento cutaneo finora è stato in grado di curare la dermatillomania, la quale risiede nella mente.

Ci sono però procedimenti di dermatologia/medicina estetica volti a minimizzare l’aspetto di cicatrici e di difetti cutanei di varia origine, ed è senz’altro possibile prenderli in considerazione per i casi più gravi. Conviene comunque dare la precedenza, nell’energia e nei soldi spesi per curarsi, a un percorso psicologico, per arrivare alla vera radice del problema.

Dermatillomania: Opinioni e considerazioni finali

Finisce qui il nostro viaggio alla scoperta della dermatillomania. Una condizione che peggiora la qualità della vita psico-fisica e anche sociale di molte persone – di ogni origine e provenienza – e che tuttavia stenta ancora a farsi conoscere.

Tensione, impulso irrefrenabile, palpazione, escoriazione psicogena, irritazione, sanguinamento, senso di colpa, frustrazione, evitamento, ripetizione del comportamento: uno schema che si rinnova di continuo, anche quando è ben conosciuto. Anzi, con il tempo si rinsalda.

Difficile uscirne a meno che non si cerchi un aiuto mirato, rivolgendosi a una figura medica specializzata e preparata sull’argomento. Come abbiamo visto, questo disturbo ha principalmente a che vedere con le emozioni, con certe difficoltà nell’espressione e nell’accettazione di sé, con la tolleranza allo stress e con la ricerca inconscia di nuovi modi di affrontare le tensioni.

La pelle è l’involucro senziente che ci protegge, che mette in comunicazione il nostro mondo interiore con quello esteriore. Quando siamo noi stessi ad aggredirla, persino in maniera inconsapevole e automatica, significa che qualcosa non va. Il problema merita di essere affrontato, con un percorso appropriato che incominci da attenzioni quotidiane e culmini in una terapia efficace.

C’è anche una cosa che tutti possiamo fare, anche chi non soffre di questo disturbo: non esitare a parlarne (o ad ascoltare) e a condividere le proprie esperienze. Sia per aiutare chi non ha ancora le idee chiare su se stesso, sia per far cessare quell’alone di vergogna che ancora circonda la dermatillomania.

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Dermatillomania: domande e risposte frequenti

Cos’è la dermatillomania e perché viene?

È un disturbo appartenente alla gamma dei disordini dello spettro ossessivo-compulsivo. Consiste nell’escoriarsi ripetutamente la pelle nel tentativo di renderla perfettamente liscia e senza imperfezioni. Il risultato ottenuto è l’opposto: una pelle martoriata e sofferente. Ma non si riesce a smettere, perché la psiche ne trae un controverso piacere e sollievo. Nel mostrarsi in pubblico si provano disagio e vergogna.

Come si cura la dermatillomania?

La terapia principale è quella cognitivo-comportamentale. Aiuta a prendere coscienza delle proprie azioni e a limitare, fino ad estinguere, i gesti di escoriazione, prevenendoli e sconfiggendone la tentazione. La psicanalisi invece punta a risolvere conflitti interiori inconsci che portano all’impulso di grattarsi compulsivamente. Infine anche alcuni farmaci mostrano discreti risultati.

A quale terapeuta rivolgersi per una diagnosi di dermatillomania?

Per iniziare, un medico di base valuterà la condizione e indicherà le varie opzioni di trattamento percorribili. Si consiglia un dermatologo per un consulto specifico sul trattamento della pelle, e un percorso psicoterapeutico per arrivare a eliminare il comportamento disfunzionale.

Tutti possono soffrire di dermatillomania?

Sì. Solitamente compare durante l’adolescenza ma può sorgere anche in età adulta, specialmente se si vivono periodi particolarmente stressanti. Le persone più colpite (3 su 4) sono donne. Chi soffre di ansia o disturbi depressivi è ritenuto più a rischio.

Quali sono i migliori rimedi per combattere la dermatillomania?

La giusta skincare routine aiuta tantissimo, per mantenere la pelle nelle migliori condizioni. Creme idratanti, oli emollienti, sistemi di purificazione della pelle come cerotti per brufoli e anti-comedoni. E naturalmente l’immancabile detersione, delicata ma accurata. Conciliare il make-up con le micro-ferite cutanee è difficile e bisogna fare attenzione. Rimuovere stimoli all’escoriazione, come specchi o pinzette, aiuta.

La dermatillomania esiste da sempre o è un fenomeno moderno?

Si è parlato per la prima volta di escoriazione nevrotica 150 anni fa, in un report su un giovane paziente. Si ritiene comunque che il disturbo esista da ben prima, come tutte le compulsioni, ma la letteratura medica non ne fa menzione. Il termine dermatillomania entra nei manuali ufficiali solo nel 2013. Ancora troppe persone oggi la ignorano, il che è di ostacolo alle cure.

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